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La Pieve di San Giovanni

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La Pieve di San Giovanni
Un'immagine della Pieve in una sera d'inizio autunno
Il monumento a San Giovanni posto di fronte alla chiesa
La Pieve vista dalla stazione ferroviaria un'alba di primavera
La Pieve vista dai campi di riso in primavera
Primo piano della Pieve in un giorno di inizio primavera

La romanica Pieve di San Giovanni Battista del XI secolo, che sorse su un sito o necropoli di età precedente, è situata leggermente fuori dal paese, lungo la strada che porta a Tornaco.

La prima testimonianza inerente la chiesa è del 1024. Essa è un edificio costruito in rozza muratura di sasso e frammenti di cotto, decorato all'esterno da arcate cieche nella navata. Inizialmente la struttura era costituita da tre navate, che furono abbattute nella seconda metà dal XVIII secolo. Il campanile e il piccolo ossario antistante risalgono invece al seicento. L'abside esterna è ad archetti pensili a coppie, rimessi in luce con l'abbattimento della retrostante casa dell'eremita.

Su disegno dell'architetto Rosati vennero rifatti il soffitto, il pavimento in cotto e tolta la cancellata antica alta due metri, sostituita da una balaustrata in marmo. La chiesa in tempi remoti possedeva anche un prospiciente battistero, distrutto nel 1347 dalle truppe di Galeazzo Visconti, ed intorno ad essa doveva sorgeva il primo cimitero cristiano.

All'interno sono conservate preziose testimonianze artistiche della pittura novarese di ben tre secoli, dal '300 al '500. Superbo è l'affresco della pala quattrocentesca dell'altare, che raffigura un'incantevole Vergine in trono, tra i santi Agostino, Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Francesco d'Assisi, sormontata nel timpano dalla scena dell'Annunciazione e da alcuni stemmi nobiliari. Ai piedi della Vergine è raffigurato un uomo prostrato, col cappello in mano, in ginocchio davanti al bambino in grembo materno; tale personaggio, probabilmente il nobile committente del dipinto, Giovanni Cavallazzi, non è stato completato dall'ignoto pittore ma solamente abbozzato.

Tra gli altri affreschi, oltre a quello di Sant'Andrea, dipinto presso la porta della sacrestia, ve ne è uno attribuibile a Tommaso Cagnola, famoso artista legato alla corte dei duchi di Milano, e datato 1479, che raffigura la Madonna onorata dai santi. Purtroppo sono ormai quasi invisibili gli affreschi all'esterno dell'edificio, tra i quali una crocifissione opera di Gio Antonio Merli.

La chiesa, dichiarata nel 1908 Monumento Nazionale, rimane generalmente chiusa durante l'anno e viene aperta solo in occasioni speciali, quali la ricorrenza del patrono S.Giovanni o durante la fiera nel mese di maggio quando vengono organizzate delle visite guidate.