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La Chiesa Parrocchiale

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La facciata della Chiesa Parrocchiale
La Chiesa Parrocchiale e il campanile
Scorcio laterale della Chiesa Parrocchiale
La Chiesa Parrocchiale dal portico del Comune
Scorcio della Chiesa Parrocchiale dal portico del Comune
Il campanile della chiesa visto dal basso
Interno della chiesa con l'altare
Affresco della pala d'altare del Bossi
Affresco raffigurante Santa Liberata

La costruzione della Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista e S. Antonio Abate, iniziò nel 1535, voluta in seguito alla caduta in rovina dell'antica pieve di San Giovanni, e terminò con la sua consacrazione nel 1590. Essa è posta al crocevia delle quattro arterie stradali del paese, nel luogo in cui sorgeva un antico oratorio dedicato a Sant'Antonio, di proprietà della compagnia del Corpus Domini.
La chiesa è a tre navate, restaurata nel 1772 con l'aggiunta di un nuovo presbiterio e coro, fu completata con l'attuale facciata, progettata dall'architetto Luigi Orelli, nel 1827. Successivi restauri si ebbero nel 1863, negli anni 1925-26, con affreschi, decorazioni e nuove vetrate, e l'ultimo negli anni ‘80 ad opera del pievano Biffi.

Tra le opere più importanti conservate all'interno della chiesa vi sono il grande dipinto ad olio della pala d'altare (1572), firmato dal milanese Gabriele Bossi, raffigurante la Vergine col bambino tra i due patroni, il quale rivela i nuovi modelli figurativi del '500, in cui i personaggi non appaiono più appiattiti sullo sfondo, ma presentano un notevole volume. Le figure, inoltre, sono disposte ai lati della Madonna con semplicità ed anche lo spazio oltre le stesse è appena accennato.
Su una colonna della navata sinistra, protetto da un teca in vetro, si trova invece l'”Affresco strappato” raffigurante Santa Liberata. Tale dipinto, risalente al cinquecento, apparteneva al vecchio oratorio di Sant’Antonio che fu inglobato nella nuova costruzione.
Degno di nota è anche il grande affresco della tazza, opera del pittore cannobiese Mario Albertella.

La maggior parte degli elementi e degli arredi della chiesa risalgono ai secoli XVII e XVIII, tra cui spiccano gli altari collocati nella zona del presbiterio, uniti fra loro da una gradinata in marmo, chiusa da una balaustra a colonnine che segue la forma dei gradini. Al centro si trova l'altare maggiore, le cui slanciate fogge settecentesche si concludono nel tempietto, sorretto da colonne in marmo rosa e decorato dalle figure dei putti e del Salvatore.

L'altare di destra è dedicato alla Madonna del Rosario mentre quello di sinistra al Santissimo Salvatore. In quest'ultimo, sotto una copertura a cupola, si trova la preziosa ancona, sorretta da una struttura in marmo e riccamente decorata con spirali e foglie d'acanto. All'interno della nicchia chiusa da una vetrata, è collocata la statua del Sacro Cuore.
Risalgono al '700 anche gli stalli in legno del coro e il dipinto di un ignoto pittore novarese rappresentante Santa Eurosia (1753).

All'angolo sud-est della chiesa si eleva il suo alto e tozzo campanile.