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Il Castello

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Uno scorcio del Castello di Vespolate
Il Castello visto frontalmente
Scorcio di profilo del Castello
Vista da Nord del Castello e degli edifici circondariali
Il Torrione

Il Castello medioevale, eretto a partire dal XI secolo e rielaborato nel XV-XVI Sec., si erge al centro del borgo antico. Della fortezza, oggi abitazione privata, si hanno già notizie intorno al 1053 come possedimento dei vescovi di Novara e pare che la sua costruzione sia stata voluta, già alcuni secoli prima, dal Vescovo Onorato, allo scopo di fronteggiare le invasioni dei barbari e come rifugio per la popolazione.

L'intero complesso del maniero, risalente per la maggior parte al XV sec., è formato da diversi edifici, tra i quali spicca la rocca, un palazzo di forma quadrangolare, a guisa di torre, sormontata a sud-ovest da un'alta torricella. Le mura esterne sono in mattoni spogli, dello spessore di oltre un metro. L'interno e formato da ampie sale con soffitto a cassettoni e caminetti in marmo risalenti al '600. All'ultimo piano stanziavano i militari in tempo di incursioni, mentre al piano terra si trova l'antico forno e alcune lapidi in marmo rosa che testimoniano gli interventi di restauro compiuti dal Vescovo Bascapè nel 1612 e da Giovanni Battista Visconti nel 1698.

La rocca era un tempo unita, per mezzo di una scala in muratura, al torrione, un edificio più basso, arricchito all'esterno da archetti pensili e fornito di un ponte levatoio, finestre e feritoie. Al suo interno, al piano superiore, vi aveva sede il tribunale.

L'incastellamento, comprendente anche fabbricati minori usati per il ricovero delle derrate alimentari e un giardino creato nel 1568, era interamente circondato da un fossato (oggi scomparso) e l'accesso era possibile unicamente da quattro porte situate agli altrettanti punti cardinali. Alla sommità della porta che volge a mezzogiorno era posta una campana che veniva suonata in occasione delle riunioni del consiglio e per richiamare i cittadini. Tale campana, fusa durante l'ultima guerra, è ora nuovamente al suo posto, in una ricostruzione fedele all'originale. Al di là dell'accesso nord, invece, sorgevano le case masserizie, stalle e scuderie per i fittabili del castello che lavoravano alla grande azienda agricola detta "Mensa Vescovile".

Osservando oggi la cinta di edifici, talvolta purtroppo abbandonati e pericolanti, posti sul lato sud-occidentale, si può avere l'idea di come dovesse apparire il borgo medioevale: quasi una sorta di cittadella. Disgraziatamente, a causa di un'incuria durata decenni, durante una notte dell'autunno dell'anno 2000 uno degli edifici della cinta muraria è crollato, lasciando così una profonda "ferita" nel cuore del paese. Tale spazio è comunque stato "convertito" e, munito di una ringhiera lignea, funge da palco per la rappresentazione teatrale di settembre "Le Colpe di Giovannina"