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Le cascine

Ti trovi in: Arte e Monumenti > Le cascine

La cascina "Bertottina" verso Robbio
Particolare della cascina "Bertottina"
La cascina "Vicaria" verso Nibbiola
La cascina "Barzè"

Le cascine (vedi anche in Cultura), che con la loro architettura, a volte spontanea, a volte studiata, rappresentano uno dei simboli e dei"monumento" più diffusi della Bassa Novarese. Di notevole interesse è l'edificio agricolo situato lungo via Gramsci, risalente al 1892, sulla cui facciata si trova un affresco rappresentante la Crocifissione.

Di seguito vengono descritte alcune delle cascine più rappresentative apartenenti al territorio vespolino:

Cascina Barzè
Si trova sulla strada provinciale 8 per Tornaco, all’altezza del bivio per Terdobbiate., nei pressi del fontanile omonimo. Non si conosce se il nome del caseggiato sia dovuto a quello del fontanile o viceversa, oppure se derivi dalle caratteristiche idro-morfologiche dei terreni circostanti, definiti “barzosi”, ossia che hanno difficoltà ad asciugarsi e che pertanto si mantengono sempre umidi.
Nel dialetto l’edificio viene comunque chiamato “Ceregona”.
La proprietà conta 60 ettari (900 pertiche) di estensione e l’attività è dedita alla coltivazione del risone.
Fino al 1978 l’azienda contava anche un allevamento di mucche da latte e carne; in seguito l’attività zootecnica è stata dismessa, come nella maggior parte delle cascine del territorio.

Cascina Bertottina
È situata sulla S.P.78 che porta a Robbio, poco prima del ponte sul torrente Agogna.
Insieme alla cascina Casone, la cascina Bertotta di Confienza e la cascina Grande di Nicorvo, fa parte delle aziende che nel 1650 appartenevano al conte Piotti, il quale fece bonificare la zona drenando le acqua del Cavo Piotti. Successivamente le proprietà vennero donate all’Ospedale Civile di Vigevano che, fino al 1980, le affittò ad alcuni agricoltori, raccogliendo così fondi per l’ospedale.
Oggi la Bertottina ha una dimensione di circa 100 ettari (1500 pertiche) ed i terreni sono coltivati per metà con riso e per l’altra metà con mais, pioppi e soia a rotazione. Anche in questa azienda, fino agli anni ottanta, era presente un allevamento di bovini (con numero era imposto) che terminato il ciclo produttivo è stato abbandonato.
La struttura dell’edificio principale è caratterizzata da una scenografica torre di recente costruzione (seppur di stile non tipicamente autoctono), posta ad uno degli angoli. A pianta quadrata, essa si articola su 3 livelli, ultimo dei quali completamente vetrato.
A partire dal 2004 alcune aree della tenuta fungono da ambientazione per l’annuale rassegna “Territori dell’arte” organizzata dall’Associazione IdeaVita di Vespolate.

Cascina Casone
L’ampia tenuta sorge poco distante dalla provinciale per Robbio, superato il torrente Agogna, al confine con il territorio comunale di Confienza (PV). Si racconta che sia sorta su un antico insediamento longobardo anche se mancano prove storiche a confermarlo.
Negli anni ‘50 l’azienda agricola aveva una produzione molto variegata con allevamenti di bovini e suini e coltivazioni di grano, riso e mais. Negli anni ’60 ampie zone di terreno furono piantumate con pioppi, a salvaguardia del territorio. A partire dal 1970 iniziò la monocultura a riso, mentre negli anni 1978-80 il settore zootecnico, come nelle altre aziende, venne chiuso. Oggi nella proprietà, che misura 133 ettari (1995 pertiche), l’80% del territorio è coltivato a riso, il restante 20% con orzo e soia a rotazione.

Cascina Goretta
La Goretta è raggiungibile dal paese tramite una strada sterrata che inizia a sud del cimitero, diramazione della strada vecchia per Borgolavezzaro, e sorge sulle sponde del Cavo Panizzina.
Essa è uno delle poche aziende vespoline ad aver mantenuto in attività e sviluppato il settore dell’allevamento bovino, con una stalla che conta circa 150 vacche.
L’azienda misura un centinaio ettari di estensione, coltivati a rotazione con riso (50%) e mais (25%). Un quarto dei terreni sono inoltre coltivati a prato, usato in parte come sovescio (tecnica di interramento consistente nel sotterrare piante allo stato fresco nello stesso terreno in cui sono cresciute in modo da renderlo più ricco di sostanze organiche e, quindi, più fertile (De Mauro)) e in parte per l’alimentazione del bestiame.
Nella cascina, oltre ad antichi attrezzi da lavoro e parti di vecchi trattori, è conservato uno splendido mulino, posto a ridosso di quelle che un tempo erano le abitazioni degli agricoltori. Esso funzionava con la forza dell’acqua del cavo Panizzina e serviva a produrre elettricità per tutta la tenuta.

Azienda Agricola Rapio
Il caseggiato principale dell’azienda, affacciato su Via Gramsci al numero 9, risale al 1892 ed è di notevole interesse storico ed architettonico. Recentemente restaurato e tinteggiato reca sulla facciata un piccolo affresco rappresentante la Crocifissione.
Fino agli anni '90 la tenuta (70 ettari) era affidata a due famiglie di mezzadri che si occupavano una dell’allevamento del bestiame e l’altra delle coltivazioni. A metà anni '90 l'intera azienda viene ripresa in mano dal proprietario, la stalla viene smantellata e riutilizzata come area di confezionamento del riso che è infatti curato in tutte le fasi, dalla coltivazione fino alla vendita al minuto.