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08 Marzo 2007
VESPOLATE. TUTELA DEI LAVORATORI
Amianto in campagna parte un'inchiesta-bis
Ha avuto un ulteriore sviluppo il caso delle strade campestri di Vespolate inquinate dall'amianto della massicciata ferroviaria. Se infatti martedì 13 si torna in aula per i reati ambientali contestati alle due aziende interessate ai lavori sulla Novara-Mortara, è pendente un secondo fascicolo sulle norme a tutela dei lavoratori. Paolo Mazzucco, amministratore della ditta di Ticineto che eseguiva lo smantellamento, è sotto accusa per presunte violazioni delle norme sui rischi derivanti da esposizione ad agenti chimici. La Procura gli contesta di non aver informato i dipendenti sui pericoli derivanti dal contatto con il pietrisco poi venduto ad ignari agricoltori.
(Del 8/3/2007 Sezione: Novara Pag. 57)
Pietrisco all'amianto sotterrato?
Vespolate - Mentre in Tribunale a Novara prosegue il processo sul caso
delle strade poderali all'amianto, continua anche l'attesa
per la preannunciata bonifica definitiva dei circa 9 km di tracciato
corrotto dalla posa di pietrisco inquinato. E spunta una novità saliente
relativa alle possibili modalità d'intervento individuate
dal piano di caratterizzazione: non più l'ipotesi di un
centro di vagliatura di ciottoli e terra presso l'isola operativa
da collocarsi dietro al cimitero ma quella dello stoccaggio sotterraneo. (…)
Arianna Martelli
(Tratto dall'edizione del 01/03/2007)
PROCESSO. IL CASO DI VESPOLATE
Richieste nuove analisi sulle strade all'amianto
Le strade ricoperte da pietrisco ferroviario con amianto sono monitoriate e il Comune invia i vigili urbani a controllare che nessuno transiti. La bonifica per ora è solo provvisoria. Dopo una messa in sicurezza della zona con immissioni bituminose, si attende che sia approvata l'istruttoria di finanziamento della bonifica definitiva. E' quanto emerso ieri in tribunale al processo per il caso delle strade campestri di Vespolate ricoperte da sassi provenienti dallo smantellamento della massicciata ferroviaria e poi venduti a ignari agricoltori. Una vicenda che si trascina dalla primavera del 2003. Imputati (in un processo «rallentato» da decine di eccezioni) Giuseppe Neri e Paolo Antimi, presidente e capo cantiere della Cfl (Costruzione linee ferroviarie) di Bologna che eseguiva lavori sulla linea Novara-Mortara, e poi Marcello e Paolo Mazzucco e Giuseppina Sassone, presidente il primo e amministratori gli altri, della «Mazzucco costruzioni» di Ticineto che aveva in subappalto gli interventi di smantellamento. Sono accusati di violazione del decreto Ronchi sull'ambiente e di aver smaltito rifiuti pericolosi con amianto crisolito in misura superiore ai limiti; peccato, però, che le analisi non sia confluite nel fascicolo del giudice, non furono rispettate alcune procedure. Parte civile il Comune di Vepolate, Provincia e Consorzio Basso Novarese. Si torna in aula il 13 marzo: chieste anche nuove analisi delle pietre.
(Del 23/2/2007 Sezione: Novara Pag. 59)
Amianto sulle strade di Vespolate Oggi al via il processo in Tribunale
Il «caso amianto» nelle strade interpoderali di Vespolate
inquinate dal pietrisco ferroviario sbarca in Tribunale: oggi è in
calendario il processo a carico di cinque persone ritenute responsabili
di violazione delle norme del decreto Ronchi: i vertici della Cfl (Costruzione
linee ferroviarie) di Bologna, ditta che stava eseguendo i lavori sulla
tratta Novara-Mortara, e quelli della Mazzucco Costruzioni di Ticineto,
ditta che aveva in subappalto gli interventi di smantellamento della
massicciata. Era emerso che circa 9 chilometri di strade erano state
coperte da pietre che anziché essere portate via dalla stazione
erano state vendute ad agricoltori, ignari della loro provenienza.
Re Biscottino-Sandro Berutti, profondo conoscitore della città,
aveva chiesto, durante l'apertura del Carnevale di Novara, la sistemazione
di alcune piccole e significative opere d'arte. Una, il fregio
che rappresenta una Crocefissione, all'angolo tra corso Cavour
e via Greppi, è stato rimesso a posto dal proprietario dell'immobile.
(Del 22/2/2007 Sezione: Novara Pag. 63)
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